La vitalità nella rete

  Continuando il “viaggio” nel mondo del cyberspazio, partendo dalla definizione oramai consolidata che internet non è un semplice  “strumento” di comunicazione,  me un vero e proprio “ambiente culturale”, nel quale, si possono creare delle forme nuove  d’insegnamento quali: la commercializzazione, l’economia, la politica, che contribuiscono a stimolare le relazioni  i contatti per arrivare ad convivere nel nuovo mondo, abitandolo ed organizzandolo.

  Nel mio precedente scritto accennavo hai nativi digitali, che si differenziano dai immigranti digitali  per il semplice fatto che vivono nella rete e ne sono parte integrante. Per meglio capire questo concetto, della differenza tra i due lo possiamo tranquillamente spiegare attraverso un esempio pratico: il nativo digitale che acquista una macchina fotografica dirà – ho comprato una macchina fotografica – l’immigrante digitale dirà – ho comprato una macchina fotografica digitale- ; in buona sostanza per un nativo digitale la rete non rappresenta qualcosa di separato rispetto alla vita di tutti i giorni, ma diventa in modo invisibile ed integrante parte della sua quotidianità.

  L’essere umano non resta immutato di fronte a questa nuova realtà e non si crea uno sdoppiamento di personalità, ma viene assorbita durante il passaggio continuo tra reale e virtuale, nel quale assorbe in parte  i suoi messaggi di tecniche di comunicazione ancora prima dei contenuti. Ovviamente la “navigazione” in internet rappresenta una via per la conoscenza. Nella ricerca di informazioni  sempre di più il “motore di ricerca” di google  programma risposte spesse volte esaustive. Quindi i nativi digitali nel cyberspazio si muovono concretamente vi abitano effettuano pagamenti ed acquisti, vivono e si incontrano in dibattiti negli angorà, propongono soluzioni e nuovi programmi, etc. la rete è come l’ambiente della vita.

  Internet connette le persone, ma ognuno però costruisce la propria “identità di rete” identità fittizia, come in un gioco , in questo aspetto si dimostra la fragilità della rete, perché ciascuno potrebbe far credere di essere ciò che non è a livello di età, sesso, professione, senza alcuni elementi di controllo sentirsi libero di esprimersi secondo una sua personalità che vuole crearsi. Il messaggio che viene trasferito,  è la propria identità e si identifica con esso.  

  Disconnettersi o chiudere il programma si sostanzia in una chiusura delle relazioni, al contrario si può rafforzare se si entra nel mondo reale, ma a questo punto usando un termine nuovo si crea un “buco” nella rete, dimostrando nella sostanza che “l’amicizia mediatica” se non ha un aggancio alla realtà ha una sua volatilità e solo ritornando alla radice è possibile consolidarla.

  La piattaforma virtuale del social network è in effetti un aiuto alle relazioni ma come dicevamo vi deve essere una conoscenza diretta, per arrivare a non banalizzare il concetto di amicizia. La società digitale non si dovrà considerare nei contenuti, ma come si diceva attraverso le relazioni e lo scambio dei contenuti che avviene nelle relazioni.  Si viene a creare una nuova grammatica della rete, dove le diverse opinioni si costruiscono e si formano come “testimonianza”.

  E’ ormai prassi che nell’acquisto di un prodotto, per considerarlo valido si leggono le opinioni degli altri il numero degli acquisti effettuati e le relative recensioni.  Si genera un contenuto che nasce da una serie ripetuta di opinioni dell’utente- fruitore in forma come dicevo di “testimonianza”.

  

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